“Qual è l’amore più bello?”
Era il 1981, e ancora sembrava che quello importante fosse l’impegno, l’azione, la polis. Così la prima volta che ho sentito parlare Enzo. La
prima provocazione (una assemblea in cui parlare del “privato”). Di quella vacanza a S.Caterina tanti sono i racconti e la nascita del rapporto con i primi amici del Clu, ma quella non è questa storia.
“E’ l’amore della mamma”
A dei ventenni parlare di amore materno?
“Perché l’amore della mamma è per sempre. E quello che ciascuno desidera è un amore che dura per sempre”.
Avevo cominciato da poco una storia, da così poco che non mi era nemmeno chiaro ciò che aspettavo. Avevo un orizzonte grande, tante aspettative, ma dire futuro è una cosa, pensare “per sempre”…In autunno ho deciso che era quello di quella storia l’uomo che volevo sposare (ci sono riuscita quattro anni dopo - ed anche questa è un’altra storia).
Questa storia riguarda invece uno della cui radicalità ci si poteva fidare, perchè nel tempo la roccia cui era attaccato è diventata sempre più visibile a tutti, ripulita delle asperità e dalle scorie. Mentre di solito il tempo rivela le bugie e le illusioni, in Enzo la conversione ricercata, sofferta e offerta è stata esempio e certezza.
Da quella volta le sfide di Enzo ci sono sempre state.
Anzi, se un senso hanno le parole, sempre trova il suo significato in Enzo.
Ieri, alla celebrazione del decennale del suo Dies natalis, il suo sempre era nei familiari, negli amici, nei figli. Cesana la chiama promessa, io credo sia proprio certezza.
Peraltro la sua morte, concretamente, ha scambiato i binari della mia vita ( questa è un'altra storia ancora)
Insieme al sempre, ha dato carne alla parola sfida.
E questa ci ha lanciato Carron a Rimini.
