A maggio la mamma combatteva ogni sera per farci dire insieme una decina, che i miei fratelli ed io sopportavamo a fatica.
Ora il rosario è compagnia delle notti insonni e dei risvegli anticipati, dei tragitti mattutini per il lavoro e dei lunghi viaggi quando il lavoro mi porta lontano.
Un autunno di qualche anno fa, andammo a Loreto per recitarlo insieme (tutti con gli zainetti verdi, in pellegrinaggio per la salita), ringraziamento della fraternità per la Vergine Madre, Figlia del suo Figlio.
Per me indimenticabile la semplicità del gesto.
Osservavo le mani degli uomini con la corona in pugno e mai gesto mi è sembrato così autenticamente virile: non la velleità dell'avventato, nè l'incertezza titubante dell'indeciso, ma il modo ragionevole di chi responsabile della propria vita, sa chiedere sostegno. Non l' "uomo che non deve chiedere mai", ma l'uomo che sa bene a Chi chiedere.
