Ho fatto un viaggio pieno di imprevisti. Ora ho un'avventura su cui cazzeggiare.
Ho una vita che ogni volta che mi sembra prenda una direzione, qualcosa succede per mettere in discussione l'appena conquistato.
Se ha ragione Montale (un imprevisto è la sola speranza), è la stessa speranza dell'augurio del Gius.
Non è facile, ma c'è di che fidarsi.
Lasciando perdere sentimentalismi e moralismi e utopie.
Pensiamo e pensiamo ma alla fine
La speranza più reale nasce dal sacrificio.
la figlia dice di trovare il freddo e il gelo quando prova ad interagire.
la mamma dice devo stare attenta che la vipera non si rivolti e morda col suo veleno.
il marito dice che non ha mai conosciuto persona più cinica.
Niente male per una che ieri è stata in auto a contemplare il display del computer di bordo perchè le mostrava una rosa sopra la data 8.04, con il cuore che le batteva per chi, settantotto anni fa nasceva quel giorno ed ora non c'è più, ma quel cuore le ha dato insieme a tutto il resto, e per chi, ventiquattro anni fa, l'ha avuto quel cuore, insieme alla sua mano, e non l'ha mai fatta pentire, neanche per un secondo.

Il reale si impone con la violenza della natura, il dolore degli uomini, l'afasia attonita.
Chiedere la compagnia di Gesù agli uomini e guardare i suoi testimoni, saldi sulla roccia della speranza.
Un attimo, prima che il fare si impasti alla contemplazione.
Può una persona che si alza alle 6 dopo solo 4 giorni di ora legale, trovare edificante il fatto che alle 6 e 51 e con tutta la giornata stravolta, il bigliettaio della stazione la consola facendole raccontrare cosa lei pensa di Trenitalia, sorridendole come un amico?
Grazie sconosciuto bigliettaio che mi hai guardato come un essere umano.