
Un viaggio sembra un problema di spazio: passare da un luogo A ad un luogo B.
Il viaggio è soprattutto tempo: l’esperienza del tempo tra le cose ordinarie che facevi in A e le altre cose che farai in B.
Certo, viaggiare stanca e sembra tempo sottratto, inutile.
E se invece fosse meraviglioso tempo, fuori dal tempo ordinario, tempo recuperato per tutto ciò che dobbiamo/vogliamo/possiamo fare in A, in B, in ogni luogo come quello ordinario.
Lo spazio di tempo in cui sono libera di vedere un paesaggio: l’arcobaleno dopo la pioggia come quando tornavo da Firenze; le colline toscane ordinate come un quadro tra il rinascimento e il naif andando a Roma; i nidi, rami secchi in mezzo a rami nudi della pianura padana in inverno; il rosa del sole al tramonto tra l’acqua delle saline di Cervia…
Lo spazio di tempo del silenzio riempito dai pensieri non interrotti, o dell’ascolto della musica o di una storia, o dalla lettura (in treno).
Lo spazio di tempo a fianco a fianco con un compagno, o lo spazio in cui non rendere conto a nessuno del piacere di stare sola.
Dedicato a Sara, che di viaggi ne fa tanti.
Ieri mi sono commossa davanti a un muro su cui era proiettato questo

Da quasi trent'anni non l'avevo più vista. L'occcasione è stata un corso interno, in cui un giovane collega dava alcuni elementi di alfabetizzazione sulla statistica medica.
Mi sono commossa perchè poche righe nere da segni strani diventano simboli, possono essere collegati ad un senso, e attraverso di essi possiamo capirci e possiamo di più capire il mondo.
Figli di Gondor, figli di Rohan.. fratelli miei.. vedo nei vostri occhi, la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore.... ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà.. in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza... ma non è questo il giorno.. ci sarà l'ora dei lupi.. e degli scudi frantumati quando l'era degli uomini arriverà al crollo.. Ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro.. su questa bella terra.. v'invito a resistere! Uomini dell'Ovest!
Frodo: Vorrei che l'Anello non fosse mai venuto da
me. Vorrei che non fosse accaduto nulla.
Gandalf: Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. Ci sono altre forze che agiscono in questo mondo, Frodo, a parte la volontà del Male; Bilbo era destinato a trovare l'Anello. Nel qual caso anche tu eri destinato ad averlo; e questo è un pensiero incoraggiante!
Non sono i soliti eroi.
Aragorn è un re che assume solo alla fine la carica cui appartiene, e accetta dolente la responsabilità.Frodo è un bambino che porta un peso immenso.Gandalf è uno stregone la cui magia non risolve come d'incanto le fatiche dei compagni.
Un mondo di fantasia più umano e realistico di qualunque realtà umana. Per questo ogni altra avventura dopo non ha più spessore.