buongiorno mondo

ci vediamo ogni mattina
venerdì, 19 giugno 2009

in nomen omen

Wit: is a form of intellectual humour. A wit (person) is someone skilled in making witty remarks (From Wikipedia, the free encyclopedia)

Al liceo (tantissimi anni fa) ci siamo imbattuti in questo termine che definiva diversi autori (Twain, Wilde,…) caratterizzati dall’uso dell’intelligenza e dell’applicazione di processi di tipo cognitivo per suscitare divertimento. Decisi che era il mio appellativo.

Poi, per togliere quella patina di eccessiva sopravvalutazione, lo feci diventare witch , strega. Negli anni 70, tra l’altro era un termine delle femministe, e mi sembrava, come diremo oggi, trendy usarlo, anche se con significato assai diverso rispetto a quel mondo di riferimento.

Praticamente io firmavo i bigliettini che facevamo girare in classe (l’unico luogo dove tutto questo po’po’ di ragionamento era noto) . v. wit(ch), cioè mi credo “genio intellettuale”, ma rivelo la mia natura da streghetta.

Essendo l’unico soprannome che ho mai avuto,( poiché in verità  ho sempre usato il mio nome che è tuttora abbastanza insolito), è stato l’unico che ho ritenuto potesse diventare un nick, anche se purtroppo, poiché i tasti non sono utilizzabili, ho dovuto sacrificare le parentesi e aggiustare il resto.

MagaMagòIntanto anche il mio fisico si è adattato, ad assomigliare al personaggio.

Tutto questo per la curiosità di Factum.

E’ sufficientemente contorta la spiega?

postato da vanwitch alle ore 11:40 | link | commenti (3)
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mercoledì, 27 maggio 2009

Sempre

“Qual è l’amore più bello?”

Era il 1981, e ancora sembrava  che quello importante fosse l’impegno, l’azione, la polis. Così la prima volta che ho sentito parlare Enzo. La img_vitaprima provocazione (una assemblea in cui parlare del “privato”).   Di quella vacanza a S.Caterina tanti sono i racconti e la nascita del rapporto con i primi amici del Clu, ma quella non è questa storia.

“E’ l’amore della mamma”

A dei ventenni parlare di amore materno?

“Perché l’amore della mamma è per sempre. E quello che ciascuno desidera è un amore che dura per sempre”.

Avevo cominciato da poco una storia, da così poco che non mi era nemmeno chiaro ciò che aspettavo. Avevo un orizzonte grande, tante aspettative, ma dire futuro è una cosa, pensare “per sempre”…In autunno ho deciso che era quello di quella storia l’uomo che volevo sposare (ci sono riuscita quattro anni dopo - ed anche questa è un’altra storia).

Questa storia riguarda invece uno della cui radicalità ci si poteva fidare, perchè nel tempo la roccia cui era attaccato è diventata sempre più visibile a tutti, ripulita delle asperità e dalle scorie. Mentre di solito il tempo rivela le bugie e le illusioni, in Enzo la conversione ricercata, sofferta e offerta è stata esempio e certezza.  

Da quella volta le sfide di Enzo ci sono sempre state.

Anzi, se un senso hanno le parole, sempre trova il suo significato in Enzo.

Ieri, alla celebrazione del decennale del suo Dies natalis, il suo sempre era nei familiari, negli amici, nei figli. Cesana la chiama promessa, io credo sia proprio certezza.

Peraltro la sua morte, concretamente, ha scambiato i binari della mia vita ( questa è un'altra storia ancora)

Insieme al sempre, ha dato carne alla parola sfida.

E questa ci ha lanciato Carron a Rimini.

postato da vanwitch alle ore 00:34 | link | commenti (5)
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lunedì, 11 maggio 2009

Festa della mamma

OrsettoDuracell: Non importa che tu venga presto all'Open Day babysitter_deadly_ninja_by_night_tshirt-p235877551871987757q6v8_400della scuola, basta dopo le cinque. Io devo fare con i miei compagni.

Mamma: Ma poi mi accompagni a vedere le mostre e mi spieghi?

OrsettoDuracell: Insomma, tu puoi cavartela da sola. Non hai mica bisogno che ti faccia da babysitter!

Soddisfazioni!

postato da vanwitch alle ore 23:27 | link | commenti (4)
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lunedì, 04 maggio 2009

Maggio

A maggio la mamma combatteva ogni sera per farci dire insieme una decina, che i miei fratelli ed io sopportavamo a fatica.

Ora il rosario è compagnia delle notti insonni e dei risvegli anticipati, dei tragitti mattutini per il lavoro e dei lunghi viaggi quando il lavoro mi porta lontano.

Un autunno di qualche anno fa, andammo a Loreto per recitarlo insieme (tutti con gli zainetti verdi, in pellegrinaggio per la salita), ringraziamento della fraternità per la Vergine Madre, Figlia del suo Figlio. Uomo rosario def Per me indimenticabile la semplicità del gesto. 

Osservavo le mani degli uomini con la corona in pugno e mai gesto mi è sembrato così autenticamente virile: non la velleità dell'avventato, nè l'incertezza titubante dell'indeciso, ma il modo ragionevole di chi responsabile della propria vita, sa chiedere sostegno. Non l' "uomo che non deve chiedere mai", ma l'uomo che sa bene a Chi chiedere.

 

postato da vanwitch alle ore 23:01 | link | commenti (5)
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venerdì, 24 aprile 2009

Vi auguro di non essere mai tranquilli

Ho fatto un viaggio pieno di imprevisti. Ora ho un'avventura su cui cazzeggiare.

Ho una vita che ogni volta che mi sembra prenda una direzione, qualcosa succede per mettere in discussione l'appena conquistato.

Se ha ragione Montale (un imprevisto è la sola speranza), è la stessa speranza dell'augurio del Gius. 

Non è facile, ma c'è di che fidarsi.

postato da vanwitch alle ore 12:04 | link | commenti (2)
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venerdì, 17 aprile 2009

Gran Torino

clint-eastwood-in-una-sequenza-di-gran-torino-994121Lasciando perdere sentimentalismi e moralismi e utopie.

Pensiamo e pensiamo ma alla fine

La speranza più reale nasce dal sacrificio.

postato da vanwitch alle ore 15:49 | link | commenti (4)
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giovedì, 09 aprile 2009

ieri 8 aprile

la figlia dice di trovare il freddo e il gelo quando prova ad interagire.

la mamma dice devo stare attenta che la vipera non si rivolti e morda col suo veleno.

il marito dice che non ha mai conosciuto persona più cinica.

Niente male per una che ieri è stata in auto a contemplare il display del computer di bordo perchè le mostrava una rosa sopra la data 8.04, con il cuore che le batteva per chi, settantotto anni fa nasceva quel giorno ed ora non c'è più, ma quel cuore le ha dato insieme a tutto il resto, e per chi, ventiquattro anni fa, l'ha avuto quel cuore, insieme alla sua mano, e non l'ha mai fatta pentire, neanche per un secondo.

big_Nissan_Micra_2008_04

postato da vanwitch alle ore 20:15 | link | commenti (2)
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mercoledì, 08 aprile 2009

Abruzzo

Il reale si impone con la violenza della natura, il dolore degli uomini, l'afasia attonita.

Chiedere la compagnia di Gesù agli uomini e guardare i suoi testimoni, saldi sulla roccia della speranza.

Un attimo, prima che il fare si impasti alla contemplazione.

postato da vanwitch alle ore 22:43 | link | commenti
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giovedì, 02 aprile 2009

ma non è più il 1 aprile!

Può una persona che si alza alle 6 dopo solo 4 giorni di ora legale, trovare edificante il fatto che alle 6 e 51 e con tutta la giornata stravolta, il bigliettaio della stazione la consola facendole raccontrare cosa lei pensa di Trenitalia, sorridendole come un amico?

Grazie sconosciuto bigliettaio che mi hai guardato come un essere umano.

postato da vanwitch alle ore 15:36 | link | commenti (2)
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lunedì, 30 marzo 2009

Veronica

vero 002Nella mia parrocchia la Via Crucis è rappresentata da un lungo bassorilievo/altorilievo in terracotta, che parte dal giudizio di Pilato, segue Gesù per le strade fino al Calvario, sotto il quale prosegue fino alla deposizione e termina con la Risurrezione. L’insieme è molto suggestivo e, quando mi capita di sedere lì vicino, mi piace osservare le varie scene.
In un quadro appare la Veronica, protesa verso Gesù, piegato sotto la croce.
Il gesto di lei è raffigurato in un abbraccio, con uno slancio così appassionato che perfino un piede è alzato. Le braccia però, inevitabilmente, circondano la croce: essa è un tutt’uno con Gesù.   Quello che prevale – e l’ho guardato tante volte- non è la tristezza, ma l’amore, leggero, consapevole, la volontà da stare anche solo per un attimo stretta a Lui. Per avere il Suo amore vale la pena abbracciare la croce. Il Suo amore vale la pena.
Ho aggiunto la foto, anche se non si capisce praticamente nulla, data l'uniformita del colore che impedisce la profondità e perciò la drammaticità dell'opera.
postato da vanwitch alle ore 22:00 | link | commenti (4)
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